Sono passati pochi giorni dalla distribuzione ufficiale della terza stagione della serie “Narcos“, esclusiva della piattaforma di streaming Netflix, composta da un ciclo di 10 episodi che hanno segnato un nuovo arco narrativo in cui il centro del traffico di cocaina non sono più Pablo Escobar ed il cartello di Medellìn bensì il cartello di Calì con a capo i fratelli Rodriguez.

 

Più volte nelle nostre recensioni abbiamo analizzato la figura dell’antagonista, tanto nelle serie a puntate quanto nei film, e, sebbene gli episodi siano tratti da fatti realmente accaduti, la trasposizione e costruzione di Pablo Escobar nelle prime due stagioni è stata fondamentale per il successo della serie, tanto da far dubitare sul buon proseguimento dello show venendo a mancare il pilastro fondamentale su cui tutto è stato costruito.

Con sorpresa l’assenza del capo del cartello di Medellìn non è stata fatta pesare, il lavoro svolto nella presentazione dei futuri “antagonisti”, avvenuta nel corso della seconda stagione, ha dato un punto di partenza dal quale è stata costruita la psicologia dei nuovi padrini della droga che poco avevano a che fare con il modus operandi di Escobar.

Il cartello di Calì ci viene presentato come una vera e propria organizzazione criminale, il cui lavoro è interamente nell’ombra. Se Pablo ha cercato il consenso popolare, la fama e l’approvazione della sua gente, divenendo col tempo un bersaglio facile, i nuovi padrini sanno celare le loro losche attività, rendendo così la terza stagione una caccia all’uomo tattica e al confine della legalità da entrambe le parti. Bisogna dar merito alla produzione di aver rispettato il lavoro svolto nelle precedenti stagioni, rievocando personaggi ed eventi già trasposti da riportare sotto nuova luce come ponte per questo nuovo arco narrativo.

Il ritmo di narrazione è abbastanza serrato per una serie composta da soli 10 episodi della durata media di 60 minuti, che riesce però a non far rimpiangere il passato che si è lasciata alle spalle, merito sicuramente di azioni sempre sul filo del rasoio. Trattandosi di fatti storici, seppur riadattati, nessun personaggio è indispensabile ed è legittimo dubitare di qualsiasi entrata in scena.

In conclusione possiamo dire con certezza che nessun amante di Narcos uscirà deluso da questo nuovo prodotto che, oltre a chiudere l’arco narrativo basato sul traffico di cocaina Colombiano, getta le basi per la quarta, e probabilmente ultima, stagione che vedrà il Messico al centro della scena.

 

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