Da giovedì 26 aprile andrà in onda su Rai 1 la seconda stagione della serie TV La mafia uccide solo d’estate. La serie, narrata da Pierfrancesco Diliberto, Pif, rievoca le tragiche memorie che hanno scolpito la storia siciliana.

La seconda stagione, scritta da Michele Astori, Stefano Bises e Michele Pellegrini, è diretta da Luca Ribuoli e prodotta da Rai Fiction-Wildside.

Il cast è composto da  Edoardo Buscetta che interpreta il giovane Salvatore Giammarresi, Claudio Gioè e Anna Foglietta sono i suoi genitori Lorenzo e Pia, e Angela Curi è Angela, sorella di Salvatore. Francesco Scianna è lo zio Massimo, sposato con Patrizia, interpretata da Valentina D’Agostino, Nino Frassica è fra’ Giacinto.

A Pif il compito di narrare la storia attraverso lo sguardo di un Salvatore Giammarresi che si prepara a mettere da parte l’innocenza dell’infanzia e vedere la cruda realtà della storia siciliana.

Lo stesso Pif, nella conferenza stampa di presentazione della serie, ha dichiarato:

“In questo secondo capitolo si parla di coscienza e soprattutto di coraggio, che è quello che mette in azione la coscienza. Trovo che sia un concetto bellissimo: prima c’era solo la coscienza, ma adesso non si è più soli, questa serie ha l’ambizione di dare il coraggio che mancava. Il fatto che si possa fare questa serie senza rischiare la vita vuol dire che le cose sono cambiate e raccontare la mafia smitizzata è un trionfo. Non è solo un successo professionale, noi stiamo contribuendo culturalmente a sconfiggere la mafia: più ragazzi ci saranno a guardare questa serie, più cresce la speranza per il futuro.”

La prima stagione era terminata con il tentativo di fuga della famiglia Giammarresi dalla Sicilia. Il piano era stato annullato quando il piccolo Salvatore aveva infuso coraggio nei suoi parenti convincendoli a restare nella loro terra.

La seconda stagione della serie è ambientata nel 1979, “l’alba della più sanguinosa guerra di mafia della storia”. I Giammarresi si sforzano di condurre una “vita normale”. Pia ottiene la tanto attesa cattedra, Angela continua la relazione con Marco. Salvatore, tra un sospiro e l’altro per Alice, si prepara ad andare alla scuola media e Lorenzo vede la luce della speranza in Piersanti Mattarella. Lo zio Massimo, però, è sempre più invischiato negli affari della mafia.

La mafia uccide solo d’estate, nel corso della nuova stagione, racconterà gli omicidi di Piersanti Mattarella, Gaetano Costa e Cesare Terranova e l’emergere di Rocco Chinnici e Giovanni Falcone. Le vicende del racconto si fondono con immagini e riprese dei fatti realmente accaduti, come ha spiegato Pif durante la presentazione:

“E’ stata fatta una cosa che non ho avuto il coraggio di fare durante il film, cioè inserire immagini di repertorio in mezzo, come ad esempio nella scena in cui vediamo il discorso storico di Mattarella di fronte a Pertini (mi vengono le lacrime quando ci penso) venuto per fargli sentire che non era solo e lo Stato era con lui, e passare dal documento alla ricostruzione.”

Pif, con parole di forte impatto, ha anche commentato l’essenza della serie:

“Questa serie è quell’esame di coscienza che non ci siamo mai fatti. La famiglia Giammarresi siamo noi, non solo palermitani, ma noi italiani, con tutti i nostri difetti, compromessi, ambizioni, contraddizioni.”

In seguito, anche Claudio Gioè si è espresso circa il potente significato che La mafia uccide solo d’estate porta con sé:

“la sua forza è proprio raccontare il punto di vista dell’uomo comune, scoprire che in quegli anni l’unica arma di difesa dal malaffare era culturale, cercare di trasmettere a figli un senso civico e di legalità.”

Ipotizzando una terza stagione, Stefano Bises ha spiegato:

La mafia uccide solo d’estate si basa su fatti reali che si incrociano con i nostri personaggi. Materiale storico ce n’è in abbondanza, quello che cambia è lo sguardo di Salvatore che passa dall’ingenuità di un bambino ai graffi di un adolescente. E lo stesso Pif che dovrebbe raccontare il suo punto di vista prende le distanze, sottolinenando l’autonomia della voce narrante.”

Anche il direttore di Rai Fiction, Eleonora Andreatta, si è espressa riguardo l’arrivo della nuova serie divulgandone il profondo messaggio riflessivo:

“è una serie particolarmente importante perché racconta la storia del nostro Paese in modo nuovo e inedito. Non fa epos sulla mafia ma la irride, anche mostrandone la pochezza umana, senza dimenticarne la violenza”.

Non resta altro da fare che attendere il ritorno della famiglia Giammarresi sul piccolo schermo e ricordare, attraverso la voce di Pif, la storia siciliana con coraggio e coscienza.

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