Il fandom di Star Wars è oggi agguerrito più che mai viste le scelte poste dalla Disney circa il proseguimento della nuova trilogia, ma non è la prima volta che il pubblico insorge contro le scelte registiche o di produzione per i film della saga.

Nel 1999 debuttava nei cinema il film “La Minaccia Fantasma” primo capitolo della trilogia prequel e fautore di una delle più forti insurrezioni dei fan contro George Lucas. Tralasciando i difetti più o meno evidenti della pellicola un personaggio arrivò ad essere detestato dal pubblico, Jar Jar Binks, e con esso il suo interprete, l’attore di appena 25 anni Ahmed Best. Tanto forti furono le critiche subite che il giovane pensò di togliersi la vita.

È stato Best stesso ad ammettere questi suoi propositi, a cui per fortuna non ha fatto seguito, attraverso il proprio profilo Twitter nel quale ha postato una foto insieme al figlio nel luogo in cui aveva pensato di togliersi la vita, accompagnata dalla seguente didascalia:

“L’anno prossimo saranno 20 anni da quando ho affrontato una reazione mediatica che ancora oggi influenza la mia carriera. Questo era il posto in cui ho quasi posto fine alla mia vita. È ancora difficile parlarne. Sono sopravvissuto e ora questo piccolo ragazzo è il mio regalo per essere sopravvissuto. Questa sarebbe una buona storia per il mio spettacolo personale? Fatemi sapere.”

Non è tardata ad arrivare la risposta da chi una crisi mediatica la sta vivendo da questo dicembre, Ryan Johnson, regista del discusso “Star Wars: Gli Ultimi Jedi”, ottavo capitolo della saga, che si è così espresso:

“Un sacco di amore per te Ahmed. Penso che ci siano molti di noi che potrebbero ottenere molto ascoltando la tua storia.”

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