Pokémon - Detective Pikachu

RECENSIONE:

In un panorama ormai ricco di live-action, l’annuncio di Pokémon – Detective Pikachu ci aveva fatto storcere parecchio il naso. Rob Letterman si è preso carico di un prodotto che, per anni, ha appassionato gli adolescenti di tutto il mondo, riuscendo a trasporlo sul grande schermo con una pellicola degna di questo nome.

Un grande fattore di preoccupazione, scatenato sin dal primo trailer, era rappresentato dal fattore Pikachu parlante, come quasi a sembrare, ad una prima occhiata, una versione per tutte le famiglie di Ted, commedia del 2012 diretta da Seth MacFarlane. Fortunatamente per noi, sono bastati pochi minuti di visione per dissipare questi nostri dubbi.

Il regista attua una mossa più che intelligente. Nonostante quei simpatici esserini siano il pretesto che portano gli spettatori in sala, fa sì che, all’interno della trama, non siano che personaggi di contorno per una storia ben più articolata di ciò che sembra. Quando si va a realizzare un film del genere, è molto più facile sbagliare che portare a termine con successo il progetto.

Per quanto l’ambientazione, così come i protagonisti di questa storia, possano sembrare bambineschi, la trama che ci viene proposta è tutto fuorché puerile. I temi trattati sono quelli dell’amicizia e della famiglia, portati avanti da una narrazione tra il thriller ed il noir con due detective, un ragazzo ed un Pikachu, a dir poco stravaganti.

Più il film incalza e la trama si va sviluppando e più ci si rende conto che il fattore Pokémon non è che marginale. Si finisce quasi per abituarsi all’idea della loro presenza e, in alcuni casi, a non farci neanche più tanto caso.

Come se non bastasse, Pokémon – Detective Pikachu, riesce ad interessare e piacere sia a chi questi esserini li hanno vissuti fin da piccoli e sia chi, per la prima volta, se li ritrova davanti. I veri appassionati avranno sicuramente notato le tante citazioni alla ben più famosa serie animata, il che rende tutto molto coerente con quanto i nostri occhi da fanciulli avevano potuto vedere. Inoltre, la storia, per quanto non eccelsa o particolarmente ingarbugliata, si mostra sufficientemente scorrevole e godibile, in modo da appassionare anche i più acerbi del genere.

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