Joker, Joaquin Phoenix

Attenzione: l’articolo contiene spoiler sul film!

Dopo l’enorme successo avuto da Joker, pellicola con protagonista Joaquin Phoenix, il regista Todd Philips è intervenuto offrendo una spiegazione in merito al finale del film.

Se ben vi ricordate, una delle ultime scene vede Arthur raccontare la sua storia alla terapista dell’istituto d’igiene mentale. In quell’occasione la risata del protagonista è ben differente dalle precedenti:

“La risata in quella scena, in realtà, è l’unica genuina. Ci sono più tipi di risate nel film. C’è quella figlia dell’afflizione, c’è quella finta quando cerca di essere ‘uno della gente’, che fra l’altro è la mia preferita. Ma alla fine, quando è nella stanza dell’Arkham State Hospital, è la sola risata genuina dell’intera pellicola.”

Come se non bastasse, il regista ha poi proseguito:

“Io e Scott [Silver, il co-sceneggiatore] non abbiamo neanche mai parlato di quello che era o non era, non ho mai detto ‘Ha un disturbo narcisistico della personalità, ha questo e quello’. Non volevo che poi Joaquin, come attore, iniziasse a studiare quel genere di cose. Abbiamo solo detto ‘È fuori’. Non so nemmeno se sia malato di mente. È semplicemente non allineato col mondo […] Puoi leggere il film in tanti modi diversi. Puoi guardarlo e pensare ‘È solo una delle sue storie a bivi. Niente di tutto quello che ha detto è accaduto’. Personalmente non voglio spiegare cosa sia o non sia. Ma un sacco di gente a cui l’ho fatto vedere ha detto ‘Oh, ma è chiaro. Si è solo inventato questa storia. L’intero film è uno scherzo. È tutta un’invenzione di questo tizio ricoverato all’Arkham Asylum. Potrebbe anche non essere Joker’. Forse il personaggio di Joaquin ha ispirato Joker. Non si sa. La sua ultima battuta nel film – ‘Non la capiresti’ – è emblematica e interessante da questo punto di vista”.

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