Da poche settimane è approdata sul piccolo schermo la nuova serie tv targata Starz dal titolo American Gods. Nonostante la precoce esistenza, questo nuovo progetto si sta accattivando la benevolenza sia di pubblico che di critica.

Ciò che ha stupito tutti è stata l’accuratezza con la quale la serie traspone gli avvenimenti raccontati dall’omonimo romanzo di Neil Gaiman ed in particolare, nella terza puntata, la scena d’amore tra due uomini musulmani, uno Jinn (Mousa Kraish) e un giovane chiamato Salim (Omid Abtahi).

A spiegarci l’importanza di tale scena è stato il produttore Bryan Fuller:

“Quando ci siamo seduti a parlare degli elementi del libro che avremmo voluto maggiormente portare in vita nel modo più cinematografico possibile, tra le preferite c’era la storia d’amore Salim-Jinn. Ed è così ben raccontata. E’ una metafora così fantastica per un uomo che non può essere visto e poi finalmente, e per la prima volta, scopre cosa vuol dire essere visto da un altro uomo. Per noi era un’opportunità di sfidare il pubblico a non distogliere lo sguardo dalla bellezza di questa esperienza per Salim. Volevamo che fosse meravigliosa. Volevamo fosse ipnotica. Volevamo creare un’esperienza sessuale positiva, non solo per Salim, ma per tutti gli uomini come lui che hanno un senso corrotto della sessualità per qualsiasi motivo e non possono realmente essere se stessi a livello sessuale”.

Fuller ha poi concluso:

“Ci siamo resi conto che era una grandissima responsabilità realizzare questa scena per quello che avrebbe potuto significare per le persone come Salim, tristemente molte in questo mondo, a prescindere che fossero medio orientali o afroamericane o asiatiche o bianche, che non possono accettare la propria sessualità a causa di qualche tipo di oppressione. Stiamo facendo il tifo per Salim e speriamo abbia un lieto fine”.

LASCIA UN COMMENTO