In questo periodo si sta parlando tanto di Tredici – 13 Reasons Why e del fatto di come una serie tv possa portare lo spettatore a riflettere su argomenti che volente o nolente contaminano la nostra società.

Tuttavia non sono mancane le polemiche e le critiche sul modo in cui questi argomenti sono stati trattati. A tal proposito è intervenuto, attraverso un’intervista rilasciata a Vanity Fair, lo sceneggiatore Nic Sheff trattando quella che tra tutte è stata considerata una scena evitabile, ovvero, il suicido di Hannah Baker:

“Quando è arrivato il momento di discutere di come sarebbe stato rappresentato il suicidio della protagonista in Tredici – 13 Reasons Why ovviamente ho pensato alla mia esperienza personale. Mi sembrava l’opportunità perfetta per mostrare l’aspetto di un vero suicidio, per scacciare il mito dello spegnersi pacificamente e per obbligare gli spettatori ad affrontare la realtà di quello che accade quando salti da un edificio in fiamme verso qualcosa di molto, molto, peggio. Penso che la cosa più irresponsabile che avremmo potuto fare sarebbe stata non mostrare affatto la morte. Negli Alcolisti Anonimi incoraggiano a pensare in modo dettagliato all’esatta sequenza di eventi che accadrebbe dopo una ricaduta. E’ la stessa cosa con il suicidio. Immaginare la situazione per capire la realtà che il suicidio non è affatto un sollievo, è un orrore in cui urli e agonizzi”.

Sheff ha poi proseguito sostenendo fortemente che, il fatto di parlarne, rappresenti già un cambiamento in positivo:

“Confrontarsi su queste tematiche, parlarne, essere aperti alla discussione sarà sempre la nostra migliore arma per difendersi contro la possibilità di perdere un’altra vita”.

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